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Flores e Corvo
Le coste di Flores, sullo sfondo Corvo
 
Fiori Azzorre
Ricca vegetazione e fiori alle Azzorre


L'uomo e le Azzorre.

Forse già gli antichi, i navigatori fenici e cartaginesi soprattutto conoscevano questi luoghi.
Ma la prima documentazione ufficiale dell'esistenza di un gruppo di «isole del mare» nell'Oceano Occidentale è contenuta nell'Atlante Mediceo (o Portulano di Firenze) del 1351, probabilmente redatto sulla scorta di testimonianze di naufraghi.
Poco più tardi, l'Atlante Catalano di Abraham Cresque (1375) e un'anonima carta del 1384 rappresentano un gruppo di isole in cui pare di riconoscere le Azzorre.
Ma bisogna aspettare la creazione della Scuola di Navigazione di Sagres da parte di Enrico il Navigatore attorno al 1420, perché le prime navi portoghesi partano alla ricerca delle «isole non trovate».
Intorno al 1427 il navigatore Diogo da Silva, seguendo la rotta settentrionale di ritorno da Madera, sbarca su un'isola, probabilmente Santa Maria. A darle questo nome sarà qualche anno più tardi Gonçalo Velho Cabral, il monaco soldato dell' Ordine di Cristo di Tomar (nel Portogallo centrale), inviato in ricognizione dal principe Enrico.
Gonçalo Velho sbarca nella prima delle isole il 15 agosto, giorno dell'Assunta e proprio alla Vergine l'isola viene consacrata. I viaggi di ricognizione continuano fino al 1439 e portarono alla scoperte delle isole orientali e centrali che iniziano ad essere colonizzate.
Al momento dell'arrivo dei Portoghesi, le «isole del mare» sono deserte: unica presenza, enormi uccelli rapaci che volteggiano nel cielo: gli açores.
Enrico il Navigatore intende popolare in fretta quegli angoli di terra in mezzo al mare, che possono costituire una base ideale per le navi portoghesi in rotta verso l'Africa e le Indie.

Colonizzazione e popolamento vengono affidati, come a Madera, a capitani-donatari. I primi coloni ad accettare di trasferirsi alle Azzorre sono prigionieri - portoghesi e arabi - e poveri contadini delle regioni dell'Alentejo e dell'Algarve.
Nel 1452 Diogo de Teive si spinge fino alle estreme isole orientali, Flores e Corvo, che entrano a far parte della corona portoghese. Ma la più consistente ondata di popolamento porta il segno fiammingo. Andata sposa a Filippo, duca di Borgogna, Isabella, sorella di Enrico il Navigatore, suggerisce al fratello il nome di alcuni ambiziosi fiamminghi che potrebbero egregiamente ricoprire il ruolo di capitani-donatari delle nuove isole, in nome della corona portoghese.
Suo scopo è quello di allentare le pressioni sociali e politiche del Ducato di Borgogna (di cui fanno parte anche le Fiandre), dirottando verso colonie lontane un numero consistente di sudditi ridotti in miseria oppure finiti nelle galere e potenzialmente sovversivi.
Jacome di Bruges ottiene così il controllo di Terceira, Wilhelm Van der Haegen si stabilisce a Sao Jorge e Josse Van Huerter a Faial, con il più numeroso gruppo di Fiamminghi: duemila artigiani e contadini delle Fiandre, all'epoca devastate dalla guerra dei Cento Anni, nel 1466 si insediano nella fertile valle alle spalle di Horta, che prende il nome di Flamengos.
Alla fine del secolo anche una colonia bretone si stabilisce alle Azzorre, precisamente a Sao Miguel, in una zona settentrionale che ancora oggi ha il nome di Bretanha.
Per circa tre secoli le carte nautiche finiranno per indicare le Azzorre come «isole dei Fiamminghi», sebbene bene in meno di cent'anni l'integrazione con le popolazioni portoghesi fosse compiuta.
In realtà, molti Fiamminghi tornarono in Europa, giudicando troppo dure le condizioni di vita nelle isole atlantiche. Quelli che restarono sposarono donne portoghesi e presto modificarono i loro cognomi «azzorrizzandoli». I numerosi cognomi Brum o Brun derivano dal fiammingo Bruyn, Rosas da Roos e Bulcao da Bulscan. E se non bastasse, ci sono i mulini a vento, di foggia olandese, e molti abitanti con occhi blu e capelli biondi…

Angra do Heroismo Terceira
Angra do Heroismo a Natale, Terceira
 
Santa Maria
Vigneti sul mare, Santa Maria

Il Cinquecento è l'età dell'oro per le Azzorre, che si vengono a trovare in posizione strategica lungo le rotte per le Indie e il Nuovo Mondo. Re Manuel, il sovrano dell'età delle scoperte geografiche, nel 1494 abolisce il regime dei capitani-donatari e ingloba le isole alla corona.
Nel 1580, anche le Azzorre cadono sotto la dominazione spagnola: morto senza eredi re Sebastiano, a rivendicare la successione è Filippo II di Spagna, nipote per parte di madre di Re Manuel, che finisce per avere la meglio sull'altro pretendente, D. Antonio, priore di Crato, figlio illegittimo di uno zio di re Sebastiano.
Ma alle Azzorre l'arrivo degli Spagnoli è visto con notevole ostilità. D. Antonio approda a Praia, nell'isola di Terceira, dove è nominato re. Nel 1581, con la battaglia di Salga, i Portoghesi riescono ad avere là meglio sul contingente spagnolo e solo due anni più tardi gli Spagnoli riusciranno a ridurre all'obbedienza l'arcipelago, fissando ad Angra, nell'isola di Terceira, la sede del Governo Generale delle Azzorre e costringendo D. Antonio a fuggire in Francia.
Nel 1640, come il Portogallo continentale anche le Azzorre tornano Portoghesi.
Nella seconda metà del Seicento e nel Settecento, arricchito dall'oro e dai diamanti del Brasile, il Portogallo attraversa un periodo di splendore, che si estende anche alle Azzorre.
Vengono costruite le più belle chiese barocche, decoratissime all'interno.
Nel 1766 viene costituita una Capitaneria Generale delle Azzorre, con sede ad Angra, suddivisa in prefetture, che diventano distretti nel 1836.
La prima metà dell’800 è un altro periodo per la storia delle Azzorre.
Schierate dalla parte delle forze costituzionali fedeli a Pedro IV, l'imperatore del Brasile, e sua figlia Maria, contro le forze conservatrici di D. Miguel, pretendente alla successione di re Joao V, morto nel 1826, le Azzorre lottano coraggiosamente per la causa liberale. Nel 1829, a Pràia, viene bloccato un tentativo di sbarco di miguelisti. Nel 1830 viene proclamato un Consiglio di Reggenza, sotto re Pedro IV e si costituisce un governo liberale.
Da Sao Miguel, nel 1834, parte alla volta di Porto una piccola armata che darà vita alla nuova monarchia costituzionale.
L’ottocento vedono lo sviluppo economico attraverso l'introduzione di nuove colture: ananas, tè, tabacco, ma soprattutto la vigna, che cresce particolarmente bene nei terreni di origine lavica.
Dopo la creazione della Repubblica in Portogallo (1975, Rivoluzione dei Garofani), le Azzorre sono una Regione Autonoma.

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